Una Survey della School of Management del Politecnico di Milano, che ha coinvolto un panel rilevante di imprese italiane, identifica l’agenda dei Chief Information Officer per quest’anno. Nel complesso, i budget sono allineati a quelli del biennio precedente: in leggera crescita Utility, Banche e Assicurazioni, in calo l’Industria e i Servizi

L’Osservatorio Gestione Strategica dell’ICT, nell’ambito della Management Academy for ICT Executives, ha realizzato una Ricerca estensiva attraverso una Survey rivolta ad un panel rilevante di Direttori di Sistemi Informativi con l’obiettivo di identificare l’agenda dei CIO per il 2012.

 

Alla Survey hanno risposto 173 imprese ben ripartite in termini settoriali e di cui circa il 30% rappresentativo di imprese di medie dimensioni ed il restante di quelle di grandi dimensioni. Le risposte ottenute confermano quanto emerso dal confronto con i Top CIO che hanno collaborato alla Management Academy per tutto il 2011 e ne allargano la prospettiva fornendo visioni specifiche legate ai diversi settori e classi dimensionali. I rispondenti si sono così distribuiti nelle diverse classi a disposizione: il 37% si è posizionato nel range di budget ICT superiore ai 10 milioni di euro (di cui il 17% sopra i 50 milioni) mentre il 39% appartiene alle classi di budget inferiori ai cinque milioni di euro (il 24% tra uno e cinque milioni di euro e il 15% inferiore al milione). Il rimanente 14% dei rispondenti rientra nella classe compresa tra cinque e dieci milioni di euro. Le aziende rispondenti sono state classificate in quattro macro settori: Banche e Assicurazioni, Servizi/ Media/Telco, Industria e Utility.

 

La prima domanda posta è relativa al budget ICT a disposizione ed al suo trend. I dati in possesso, elaborati nelle ultimissime settimane del 2011, quindi con stime di budget 2012 attendibili e che incorporano l’evoluzione della situazione economica dell’ultimo periodo del 2011, parlano di un 2012 in cui il mercato non cresce attestandosi ai livelli, certo non esaltanti, degli ultimi due anni. In termini di settori cresceranno, sebbene a tassi non elevati, le Utility e le Banche e Assicurazioni. Mentre resteranno in terreno leggermente negativo l’Industria e i Servizi.

 

In termini dimensionali prevale il segno positivo nella media impresa, in cui si trova anche un confortante 17% di imprese che prevede di aumentare il budget ICT a un tasso superiore al 10%, mentre la grande impresa mantiene una spesa stabile o in leggera contrazione.

 

A seconda di quelle che erano le aspettative, questo dato può essere visto come un bicchiere mezzo pieno, poiché non si intravede un tracollo degli investimenti, o mezzo vuoto, poiché non si prospetta un recupero degli investimenti lasciati indietro nell’ultimo biennio.

 

La seconda domanda posta investiga le aree di investimento per il 2012. Innanzitutto la Business Intelligence e Analytics, che vengono considerati da quasi un CIO su due una delle priorità di investimento per il 2012. Vengono poi lo sviluppo e il rinnovamento del Data Center, il Cloud Computing, la Digitalizzazione e dematerializzazione dei documenti, i nuovi device mobili, la Unified Communication and Collaboration, le mobile apps, lo sviluppo di canali digitali e social CRM e infine le nuove architetture di information management e storage. Dai risultati si legge una sorta di sforzo di “autofinanziamento” dell’ICT che cerca innanzitutto di recuperare risorse attraverso una razionalizzazione dei suoi costi interni, e in secondo luogo un contributo alla riduzione dei costi dei processi di Business con ritorni misurabili e di breve periodo.

 

L’ultima domanda posta è in che modo la Direzione ICT dovrà cambiare per poter aumentare la propria efficacia. Al primo posto, quasi un CIO su due vede il tema dell’investimento sui ruoli e i processi di Demand Management, in secondo luogo le competenze per la gestione dell’Enterprise Architecture, al terzo posto lo sviluppo dei modelli per la governance internazionale dell’ICT.

 

I CIO cercano quindi di costruire una Direzione ICT che pensi ed agisca alla velocità delle esigenze del business, diminuendo i tempi di reazione, e i vincoli e costi di cambiamento, anche con uno snellimento dell’organico ed un più flessibile ricorso al mercato, aumentando la capacità di cogliere e anticipare bisogni e opportunità di business ma al contempo di governare l’evoluzione dell’architettura per non perdere il controllo dell’evoluzione del sistema informativo.

 

di Mariano Corso

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