Il nuovo governo ha cominciato a prendere in mano il dossier dell’agenda digitale italiana e tutto lascia pensare che si concentrerà soprattutto sullo sviluppo dei servizi e-government (a partire dal settore dell’istruzione) e delle infrastrutture banda larga. È quanto risulta se mettiamo in fila le notizie delle ultime settimane. Da gennaio Francesco Profumo, il ministro all’Istruzione, ha preso in gestione i temi relativi ai servizi per un’Italia digitale; nessuna sorpresa invece per l’aspetto delle infrastrutture a banda larga: è in capo al ministero allo Sviluppo Economico e delle Infrastrutture, ovvero a Corrado Passera.

 

Gli uomini dei due ministeri (i ministri, i capi dipartimento e i vari collaboratori), insomma, stanno facendo squadra per redigere la prima agenda digitale italiana. Cioè un piano programmatico delle azioni da compiere - con relativa copertura economica - per favorire lo sviluppo digitale dell’Italia. Ce lo chiede l’Europa, con l’Agenda digitale europea 2020. E lo sprone è arrivato, a gennaio, per la prima volta anche da Agcom (Autorità garante delle comunicazioni). Ha chiesto al governo di mettersi al lavoro, presentando alcune proposte. Tra le righe, Agcom non nasconde l’urgenza dell’iniziativa e sottolinea che l’Italia è uno dei pochi Paesi a non avere ancora un’agenda digitale.



Certo è che il lavoro da fare sarà tanto, perché il Paese possa soddisfare gli obiettivi indicati dall’Unione Europea (alcuni scadrebbero già nel 2013, altri nel 2015 e infine nel 2020), riguardanti sia la diffusione sia la copertura di servizi e infrastrutture digitali.  È scontato che il nuovo governo cercherà per prima cosa di dare continuità a quanto fatto dal precedente. Il quale è stato attivo soprattutto sul fronte dell’e-government: tra l’altro, ha portato online le ricette e i certificati medici, e gli albi pretori. Ha posto inoltre le prime basi di una rivoluzione: estendere i pagamenti elettronici a tutte le pubbliche amministrazioni, anche quelle locali.



«Sui pagamenti delle PA c’è molto da fare. La cosa più importante è adesso mettersi al lavoro per non perdere quanto già conquistato dal precedente governo e poi andare avanti», dice Renzo Turatto, Capo Dipartimento Digitalizzazione e Innovazione Tecnologica (svolgeva analogo ruolo nella precedente legislatura).



Al momento Profumo si sta occupando soprattutto di scuole, che da quest’anno permettono tutte l’iscrizione via web e sono obbligate a pubblicarvi una propria descrizione dettagliata. Questo secondo aspetto rientra in un obiettivo più generale, che Profumo promette di estendere a tutto il mondo della pubblica istruzione: una maggiore trasparenza nei confronti del cittadino. C’è poi il progetto- per ora limitato alle sole regioni meridionali- di creare data center da cui erogare servizi in Cloud computing alle PA centrali e locali. Lo Sviluppo Economico lavora invece per eliminare il Digital Divide entro il 2013 (banda larga ad almeno 2 megabit), in continuità con quanto fatto dalle precedenti legislature. Intende affrontare anche il capitolo rete a banda larghissima (100 megabit), ma quando scriviamo non è ancora chiaro in che modo.



La principale incognita è comunque un’altra: come intenda incentivare l’utilizzo di servizi digitali da parte degli italiani. Agcom propone corsi pubblici, programmi tv finanziati dallo Stato, incentivi fiscali alle imprese, norme per rendere più economico e semplice l’uso dei canali digitali (verso pubbliche amministrazioni e imprese) rispetto a quelli tradizionali.

 

di Alessandro Longo

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